Valutazione dei principali rischi e impatti

Alcune variabili esogene alle quali è soggetto il Gruppo SEA possono comportare effetti particolarmente significativi sulle performance economiche, ambientali e sociali di lungo termine del Gruppo. Di seguito si illustrano le principali.

Rischi e impatti strategici

Il Gruppo SEA pone grande attenzione alla corretta gestione dei rischi correlati allo svolgimento delle attività aziendali e focalizza i propri obiettivi per massimizzare le opportunità e ridurre i potenziali rischi derivanti da eventi imprevisti e per preservare nel lungo termine la creazione di valore economico e per tutelare le attività tangibili e intangibili di interesse degli stakeholder. I rischi del Gruppo si distinguono in cinque categorie: strategici, operativi, finanziari, commodity e di compliance

Rischi strategici 

I fattori di rischio strategico cui è soggetto il Gruppo SEA possono comportare effetti particolarmente significativi sulle performance di lungo termine, con conseguenti possibili revisioni delle politiche di sviluppo del Gruppo SEA. 

Evoluzione e struttura del mercato del trasporto aereo 

L'andamento del settore aeroportuale è fortemente influenzato dalla crescita del volume complessivo di traffico aereo, a sua volta legato a diversi fattori quali, ad esempio, l’andamento dell’economia o lo sviluppo di mezzi di trasporto veloci e alternativi, in particolare su rotaia.

Rischi legati alle scelte delle compagnie aeree 

Come per gli altri operatori aeroportuali, lo sviluppo futuro delle attività dipende in misura significativa dalle scelte strategiche delle compagnie aeree, correlate anche all’evoluzione della situazione economico finanziaria mondiale. In particolare, negli ultimi anni i vettori tradizionali hanno intrapreso processi volti alla creazione di alleanze internazionali che hanno generato un rafforzamento della loro posizione di mercato e, in generale, un mutamento della struttura della domanda; nello stesso periodo vi è stato anche un significativo mutamento della domanda generato dal rafforzamento della presenza dei vettori low cost con conseguente aumento della concorrenza fra gli scali, consentendo lo sviluppo di aeroporti decentrati e di minori dimensioni. 

Rischi derivanti dalla diminuzione del numero di passeggeri o della quantità di merci in transito presso gli scali gestiti dal Gruppo SEA 

Il volume del traffico dei passeggeri e delle merci in transito presso gli scali di Linate e Malpensa costituisce un fattore chiave nell’andamento dei risultati economici del Gruppo. L’eventuale diminuzione o interruzione dei voli da parte di una o più compagnie aeree, operanti sugli aeroporti gestiti dal Gruppo SEA, anche in conseguenza del persistere del negativo quadro economico finanziario delle compagnie aeree stesse, nonché della cessazione o variazione dei collegamenti verso alcune destinazioni con un rilevante traffico passeggeri, potrebbe determinare una diminuzione del suddetto traffico, con conseguente effetto negativo sulle attività e sui risultati economici del Gruppo. Il Gruppo ritiene, in base all’esperienza maturata in passato, pur non essendoci certezza al riguardo, di poter far fronte al rischio della diminuzione o interruzione dei voli, anche in considerazione della redistribuzione del traffico passeggeri tra le compagnie aeree operanti sul mercato e della capacità di attrarre nuovi vettori. L’eventuale ridistribuzione del traffico potrà richiedere un certo periodo di tempo, influenzando temporaneamente il volume del traffico. 

Incertezze derivanti dall'evoluzione della regolamentazione 

Le attività del Gruppo SEA, al pari di tutti i gestori aeroportuali italiani, sono soggette ad un elevato livello di regolamentazione che incide, in particolare, sull’assegnazione degli slot, sul controllo del traffico aereo e sulla determinazione dei corrispettivi relativi ai servizi che possono essere svolti unicamente dal gestore aeroportuale (diritti aeroportuali, corrispettivi per i controlli di sicurezza, corrispettivi per l'utilizzo dei beni di uso comune e delle infrastrutture centralizzate destinate ai servizi di handling). 

Rischio connesso alla decisione della Commissione Europea concernente gli asseriti Aiuti di Stato concessi a favore di SEA Handling 

Con decisione del 19 dicembre 2012 la Commissione Europea ha stabilito che gli aumenti di capitale effettuati da SEA a favore della sua controllata SEA Handling nel periodo 2002-2010, per un importo complessivo di 360 milioni di Euro, oltre interessi, costituiscono un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno. Tale decisione ha stabilito l’obbligo dello Stato italiano di recupero dell’aiuto entro quattro mesi dalla data della sua notifica (e, quindi, entro il 20 aprile 2013, termine successivamente prorogato al 5 giugno 2013). 

In tale contesto SEA Handling e le autorità italiane hanno impugnato la decisione dinnanzi al Tribunale UE e intrapreso un negoziato con i servizi della Commissione Europea al fine di garantire l’esecuzione della decisione di recupero mediante una modalità alternativa alla restituzione in denaro. 

In merito alla seconda iniziativa il Gruppo SEA, con la costituzione di un’apposita Task Force, ha avviato un dialogo con la Commissione Europea volto all’individuazione di un percorso, finalizzato all’esecuzione della decisione, alternativo rispetto alla restituzione in denaro a SEA da parte della Controllata dell’asserito aiuto di Stato, ferme restando le iniziative intraprese a livello giudiziale per l’annullamento della decisione stessa. 

Tale modalità alternativa di esecuzione della decisione consiste nell’esecuzione della decisione di recupero tramite la risoluzione dei rapporti di lavoro facenti capo alla Controllata, la cessione degli attivi della Controllata a condizioni di mercato e la sua successiva messa in liquidazione. Le negoziazioni in corso sono effettuate anche sulla base di uno schema di gestione futura della attività di handling che consentirebbe di mantenere il coinvolgimento della SEA nell’attività stessa e che può essere schematizzato come segue: 

  • cessazione dei contratti di fornitura dei servizi di handling in essere tra SEA Handling ed i vettori aerei operanti negli scali di Linate e Malpensa da realizzarsi in un arco temporale di 10-12 mesi per consentire di mantenere continuità di servizio a favore dei vettori a fronte dell’uscita dal mercato di SEA Handling e dalla sua sostituzione da parte di altri players; 
  • cessione a terzi di tutti gli asset di proprietà SEA Handling, da realizzarsi mediante una procedura di evidenza pubblica; 
  • cessazione dei contratti di lavoro conclusi da SEA Handling; 
  • messa in liquidazione della società. 

In tale contesto, SEA continuerebbe a essere presente nel mercato dell’handling attraverso la partecipazione in una nuova società, costituita in data 9 settembre 2013 e denominata Airport Handling S.r.l.; tale società negozierebbe ex novo i contratti di lavoro con il personale attualmente impiegato in SEA Handling, acquisirebbe i mezzi tecnici necessari a fornire i servizi di handling oltre a competere sul mercato al fine di concludere il maggior numero di contratti con i carriers operanti negli scali di Linate e Malpensa. 

A fine marzo 2014, lo schema operativo indicato è stato condiviso con la Commissione che non ha sollevato obiezioni sul piano di cessazione di attività di SEA Handling. 

Nel corso del secondo semestre 2013 e del primo trimestre 2014, sono proseguiti gli incontri di approfondimento del percorso alternativo proposto dalla Controllata e SEA, che contempererebbe sia le esigenze strategiche di mantenimento del coinvolgimento di SEA nella attività di handling sia della Commissione di vedere eseguita la decisione, pur se con differenti posizioni sulla distribuzione del capitale sociale di Airport Handling. In particolare la Commissione ha mostrato, in linea di principio e salvo ulteriori approfondimenti, ad oggi ancora in corso, sulle modalità di messa in liquidazione della Controllata, la propria disponibilità a considerare come correttamente eseguita la decisione nel caso di vendita degli asset di SEA Handling a prezzo di mercato e definitiva uscita di quest’ultima dal mercato tramite la liquidazione. 

In considerazione della evoluzione delle negoziazioni con la Commissione Europea e della possibilità alternativa di messa in liquidazione della Controllata nel secondo semestre 2014 precedentemente riferite con riferimento alla predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2013, la Controllata ritiene ancora ragionevole, in continuità con quanto fatto fino ad oggi, non operare nel proprio bilancio al 31 dicembre 2013 alcun accantonamento a fondo rischi per la restituzione a SEA dei presunti aiuti di Stato. Parimenti, SEA non ritiene di dovere rilevare nel proprio bilancio separato al 31 dicembre 2013 alcun credito nei confronti della Controllata, né di modificare le proprie valutazioni sulla recuperabilità del valore di iscrizione della controllata, già interamente svalutato nel bilancio separato al 31 dicembre 2012. 

La non determinabilità e l’incertezza sulla quantificazione degli oneri di liquidazione alla data di riferimento né alla data di approvazione del bilancio, ha determinato la non iscrizione di alcun fondo per rischi ed oneri nel bilancio di esercizio della controllata al 31 dicembre 2013. In particolare - non essendo ancora possibile stimare l’onere della ricollocazione del personale in esubero rispetto alle esigenze del nuovo operatore - in quanto dipendente dalle modalità di realizzazione definitiva della procedura di dismissione degli attivi aziendali e da quanto personale verrà assunto in base ai contratti di servizio effettivamente acquisiti da detto nuovo operatore - il bilancio della controllata non riflette alcun accantonamento ai fondi rischi per il citato costo di ristrutturazione. Simile trattamento contabile è stato adottato nella valutazione dei presupposti per accantonamenti di fondi per rischi ed oneri nel bilancio consolidato che pertanto, non riflette alcun accantonamento specifico a fronte della ristrutturazione della controllata, mentre rileva l’integrale svalutazione per Euro 10,3 milioni del contributo al consolidato dalla controllata alla luce delle prospettive di mancato recupero dello stesso manifestatesi nell’anno 2013 a seguito della soprammenzionata evoluzione delle negoziazioni con la Commissione Europea. 

Ai fini della presentazione del piano alle autorità comunitarie, si sono invero ipotizzati livelli di allocazione in capo a Airport Handling del personale la cui quantificazione - come detto - dipende però dal volume di attività che la stessa Airport Handling svilupperà. Su tali basi - che non sono certe fino all’approvazione del piano da parte delle autorità comunitarie e all’avvio dell’attività commerciale - si sono ipotizzate stime che non rappresentano comunque ammontari certi, nemmeno nel minimo.

Rischi operativi 

I fattori di rischio operativi sono strettamente collegati allo svolgimento dell’attività aeroportuale e possono impattare sulle performance di breve e lungo termine. 

Rischi legati alla gestione della safety e della sicurezza 

Il verificarsi di incidenti comporta conseguenze negative sull’attività del Gruppo e può avere ricadute anche su passeggeri, residenti locali e dipendenti. Gli strumenti di gestione dei rischi sono: safety management system, investimenti progressivi in safety e sicurezza, attività di formazione allo staff, attività di controllo e monitoraggio degli standard di sicurezza. 

Rischi legati all’interruzione delle attività 

Le attività del Gruppo possono subire un’interruzione a seguito di: scioperi del proprio personale, di quello delle compagnie aeree, del personale addetto ai servizi di controllo del traffico aereo e degli operatori di servizi pubblici di emergenza; non corretta e non puntuale prestazione di servizi da parte di soggetti terzi e avverse condizioni meteorologiche (neve, nebbia, ecc.). Gli strumenti di gestione dei rischi sono: piano e procedure di emergenza, staff altamente preparato e competente; piani assicurativi. 

Rischi legati alla gestione delle risorse umane 

Il raggiungimento degli obiettivi del Gruppo dipende dalle risorse interne e dalle relazioni instaurate con i propri dipendenti. Comportamenti non etici o inappropriati dei dipendenti possono avere conseguenze legali e finanziarie sulle attività aziendali. Gli strumenti di gestione dei rischi sono: ambiente di lavoro ottimale, piani di sviluppo dei talenti, cooperazione e dialogo continuo con sindacati, Codice Etico, procedure 231. 

Rischi legati alla dipendenza da terze parti 

Le attività del gestore aeroportuale dipendono in gran parte da terzi, ad esempio autorità locali, vettori, handler, ecc.. Qualsiasi interruzione delle loro attività o comportamento non accettabile da parte dei terzi può danneggiare la reputazione e le attività del Gruppo. Gli strumenti di gestione dei rischi sono: aggiornamento costante degli accordi con terzi, selezione dei partner in base a criteri economico-finanziari e di sostenibilità, adeguate attività di contract management. 

Rischi legati alle attività di handling aeroportuale 

L’andamento del settore dell’handling aeroportuale risente dell’evoluzione e della struttura del mercato del trasporto aereo, così come dei rischi connessi alle scelte delle compagnie aeree. Queste ultime significativamente sull’attività degli handler in quanto i relativi contratti sono soggetti a facoltà di recesso particolarmente favorevoli per i vettori. Le condizioni di estrema concorrenzialità in cui operano gli handler aeroportuali comportano anche rischi di significativa variabilità delle quote di mercato da essi servite. 

Rischi finanziari 

La gestione dei rischi finanziari è svolta dalla capogruppo che identifica, valuta e effettua le azioni idonee a prevenire e limitare le conseguenze connesse al verificarsi dei suddetti fattori di rischio.

Rischi commodity 

Il Gruppo SEA è esposto alle variazioni dei prezzi, e dei relativi cambi, delle commodity energetiche trattate, ovvero gas e marginalmente energia elettrica. Tali rischi dipendono dall’acquisto delle suddette commodity energetiche. 

Rischi di compliance 

Il Gruppo svolge la propria attività in un settore regolamentato a livello nazionale, comunitario e internazionale. 

Regime convenzionale 

Una parte significativa dei ricavi del Gruppo SEA deriva dalle attività svolte sulla base della convenzione stipulata tra la SEA e ENAC, avente durata sino al 4 maggio 2041. La Convenzione prevede una serie di obblighi concernenti la gestione e lo sviluppo del sistema aeroportuale di Milano, nonché ipotesi di recesso anticipato in caso di gravi inadempimenti da parte di SEA e ipotesi di risoluzione in caso di ritardo per più di dodici mesi nel pagamento del corrispettivo dovuto da SEA o in caso di dichiarazione di fallimento di SEA. Al termine della Convenzione, SEA è obbligata a restituire i cespiti demaniali facenti parte degli aeroporti di Malpensa e di Linate e a devolvere gratuitamente allo Stato tutti gli impianti, le opere e le infrastrutture realizzate da SEA sui cespiti medesimi. 

Rischi associati alla gestione della safety e della security 

Il Gruppo SEA, ottemperando agli obblighi previsti a carico del gestore aeroportuale dal Regolamento ENAC del 21 ottobre 2003 per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti, mediante il Safety Management System garantisce che le operazioni aeroportuali si svolgano nelle condizioni di sicurezza prefissate, e valuta l’efficacia del sistema stesso al fine di intervenire per correggere le eventuali deviazioni derivanti dal comportamento di qualsiasi operatore aeroportuale. In tale ambito il Gruppo SEA garantisce che le infrastrutture di volo, gli impianti, le attrezzature, i processi e le procedure operative siano conformi agli standard nazionali ed internazionali; attua un costante programma di formazione del personale, al fine di garantire la massima salvaguardia della sicurezza, dei livelli di qualità e di regolarità del servizio e della sua efficienza.